
La serata conclusiva del 20 giugno ha riunito a Padova la giuria internazionale al completo e quattro vincitori presenti alla cerimonia: Philip Schafferhans per Nice Guy, Andrea Orsenigo per La Macchina di Renato, Carlo De Togni per Silent Echoes e Claudia Gravagna in rappresentanza di Alessandra Usai, regista di Beyond the Skin, nuovamente impegnata sul set.
La chiusura è stata anche l’occasione per ritrovare She di Parsifal Reparato, il film con cui il festival si era aperto il 24 maggio al Centro Culturale San Gaetano, presentato sul Piovego dal suo autore, venuto appositamente a Padova.
Padova, 21 giugno 2026 – Si è chiusa sabato 20 giugno, nella cornice storica della scalinata di Porta Portello e dello schermo galleggiante sul fiume Piovego, la ventesima edizione del River Film Festival, appuntamento internazionale dedicato al cinema breve, alla sperimentazione audiovisiva e alle nuove forme del racconto cinematografico.
La serata finale ha riportato il festival nel luogo che più ne rappresenta l’identità: le rive del Piovego, dove da vent’anni il cinema incontra la città in una dimensione aperta, gratuita e profondamente partecipata. Davanti al pubblico del festival sono stati annunciati i vincitori dei Golden River 2026, i riconoscimenti assegnati dalla giuria e dal pubblico alle opere più significative dell’edizione.
La chiusura ha assunto anche il valore di un ideale ritorno al punto di partenza del festival: durante la serata è stato infatti presentato She di Parsifal Reparato, il film con cui il River Film Festival aveva inaugurato la propria ventesima edizione il 24 maggio al Centro Culturale San Gaetano. L’opera, dedicata al tema del lavoro e dello sfruttamento delle donne nel più grande centro di produzione di elettronuca in Vietnam, è stata accompagnata sul Piovego dallo stesso autore, arrivato appositamente a Padova, offrendo al pubblico l’occasione di ritrovare uno dei titoli simbolicamente più importanti del percorso di questa edizione.

La Giuria internazionale del River Film Festival 2026. Da sinistra a destra: Shin D Kim, Reinhold Jaretzky, Brigitta Portier (Presidente di giuria), Alessandro Masi, Dubravka Lakić.
Alla cerimonia era presente la giuria internazionale al completo, composta da figure di primo piano del cinema, della critica, della distribuzione e della ricerca. Brigitta Portier, presidente di giuria, pubblicista internazionale e fondatrice di Alibi Communications, con oltre trentacinque anni di esperienza nell’industria cinematografica e nella promozione di film nei principali festival internazionali. Shin D Kim docente e studioso di cinema, media, industrie creative e politiche culturali, Presidente della Korean Association for Public Diplomacy per il 2025 ed Editor-in-Chief del Korean Social Science Journal. Alessandro Masi produttore e distributore internazionale, fondatore di FlexyMovies, professionista attivo tra Italia e Stati Uniti nel campo delle vendite internazionali, della distribuzione e del film business. Dubravka Lakić giornalista e critica cinematografica, membro della European Film Academy, di FIPRESCI e del Consiglio esecutivo FEDEORA. Reinhold Jaretzky autore, documentarista, giornalista televisivo e fondatore della casa di produzione Magic Mountain Film Berlin.
Accanto alla giuria, la serata ha visto la presenza di quattro vincitori: Philip Schafferhans, premiato per Nice Guy nella sezione Cinema Schools; Andrea Orsenigo, vincitore con La Macchina di Renato nella sezione Sguardi Italiani; Carlo De Togni, premiato nella sezione Artificial Intelligence con Silent Echoes; e Claudia Gravagna, intervenuta in rappresentanza di Alessandra Usai, regista di Beyond the Skin, assente perché nuovamente impegnata sul set con Nical Films.
La ventesima edizione del River Film Festival ha confermato la vocazione internazionale della manifestazione e la sua attenzione verso un cinema capace di attraversare linguaggi, geografie e urgenze del presente: dai diritti umani alla memoria, dalla crisi climatica alla libertà dei corpi, dal rapporto tra tecnologia e autorialità alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale.

Il Golden River Award, simbolo del festival e premio consegnato ai vincitori è un’Osella realizzata dai maestri vetrai di Murano con foglia d’oro 24K e raffigurante il logo del River Film Festival.
Un riconoscimento che lega la tradizione artistica veneziana alla ricerca contemporanea del cinema internazionale.
Il palmarès del River Film Festival 2026
Nella sezione Feature Films, il Premio della Giuria – Golden River 2026 e il Premio del Pubblico – RiFF 2026 sono stati assegnati a Beyond the Skin di Alessandra Usai. Il documentario italiano racconta la missione di un medico friulano che cura donne sopravvissute ad attacchi con l’acido, restituendo loro volto, dignità e possibilità di futuro. A ritirare il premio era presente Claudia Gravagna, in rappresentanza della regista.
Per la sezione Cinema Schools, il Premio della Giuria – Golden River 2026 è andato a Nice Guy di Philip Schafferhans, film tedesco che affronta con lucidità il tema della mascolinità tossica, della solitudine e della radicalizzazione online. Il Premio del Pubblico – RiFF 2026 è stato assegnato a Just Say Hi di Olga Smelova.
Nella sezione Sguardi Italiani, il Premio della Giuria – Golden River 2026 è stato attribuito a La Macchina di Renato di Andrea Orsenigo, opera prima che affronta con delicatezza il tema della malattia, del fine vita e del legame tra padre e figlio. Il Premio del Pubblico – RiFF 2026 è andato a Goodbye Baghdad di Simone Manetti, dedicato al salvataggio di Giuliana Sgrena.
Per Orizzonti Internazionali, la giuria ha premiato Too Far, Too Late di Reza Daghagh, mentre il pubblico ha scelto Full Fat di Amir Honarmand.
Nella sezione Documentari, The Last Puestero di Belle Casares ha ricevuto sia il Premio della Giuria – Golden River 2026 sia il Premio del Pubblico – RiFF 2026, confermandosi una delle opere più apprezzate dell’edizione.
Per la sezione Anthropocene, il Premio della Giuria – Golden River 2026 è stato assegnato a Ice Ice Bye Bye di Sébastien Abdelhamid Godelu, un importante sguardo sul contemporaneo, mentre il Premio del Pubblico – RiFF 2026 è andato a Un’amicizia oltre il confine di Antonio Collesei.
Nella sezione Animation, doppio riconoscimento a Rukeli di Alessandro Rak, vincitore sia del Premio della Giuria – Golden River 2026 sia del Premio del Pubblico – RiFF 2026.
Per la sezione Queer/LGBTQIA+, il Premio della Giuria – Golden River 2026 è stato assegnato a Sante di Valeria Gaudieri, mentre il Premio del Pubblico – RiFF 2026 è andato a Uniformed (Fardado) di Dan Biurrum.
Nella sezione Science Fiction, la giuria ha premiato Candido di Giorgio Clementelli, mentre il pubblico ha scelto Tanti Auguri di Samuel di Marzo.
Grande attenzione ha suscitato anche la sezione Artificial Intelligence, dedicata alle nuove possibilità e alle nuove domande poste dall’uso dell’AI nel cinema. Il Premio della Giuria – Golden River 2026 è stato assegnato a Silent Echoes di Carlo De Togni, opera che interroga il rapporto tra autorialità umana, memoria del cinema muto e collaborazione algoritmica. Il Premio del Pubblico – RiFF 2026 è andato a I Don’t Trust Artists di Salvatore Frisina.
Completano il palmarès il Premio del Pubblico – RiFF 2026 per la sezione Virtual Reality, assegnato a Toward Entropy 360 di Jaewook Lee, e il Premio del Pubblico – RiFF 2026 per Sguardi Veneti, attribuito a L’Ospite di Alberto De Grandis.
Con questa ventesima edizione, il River Film Festival conferma il proprio ruolo di osservatorio internazionale sul cinema indipendente e sulle trasformazioni del linguaggio audiovisivo. Nato e cresciuto a Padova, sulle rive del Piovego, il festival continua a proporsi come spazio di incontro tra autori emergenti, scuole di cinema, nuove tecnologie, pubblico e città.
Il palmarès completo del River Film Festival 2026 è disponibile sul sito ufficiale del festival.
Guarda il video dei film vincitori dell’edizione 2026



