MOTIVAZIONE: per l’idea quasi messianica che il futuro sia quest’ora di burocratica banalita’ del male che incenerisce inesorabilmente ogni cosa diffondendosi nelle desolate e livide atmosfere di una grigia e nitida fotografia.

MOTIVAZIONE: per la accattivante simpatia e bravura della protagonista bambina che arricchisce col suo punto di “vista” della non sonorita’ la stringata sequenza di scene inducendo lo spettatore fino all’ultimo nell’ inganno di un piccolo progetto criminale.

MOTIVAZIONE: per la maestria con cui il regista affresca la solitudine di una umanita’ tragicomica resa indistinguibile dagli aridi paesaggi di stupefacente bellezza e irraggiungibili dall’ amore, dalla malattia e perfino dalla morte per la quale la inseparabile coppia di un padre e un figlio tentano di costruire improbabili bare.

MOTIVAZIONE: Per la precisa interpretazione di tutti gli attori; per la sottile e tagliente coreografia dei “voli” ; per l’ intreccio serrato e leggero di una lucida e spregiudicata regia che esclude l’ innocenza da ogni ruolo.

MOTIVAZIONE: Per l’ unitarieta’ della concezione tragica classica di spazio, tempo e luogo trasposta nella lingua del cinema; per l’ eleganza dell’ invenzione di un unico pianosequenza che con semplici triangolazioni di “specchi” rinvia al gorgo della tragedia archetipica, svelata e nascosta, di mondi separati e irriducibili.

MOTIVAZIONE: Per la maestria con cui mediante un semplice cambio di registro cromatico rende presente e sensibile la sospensione e sovrapposizione quantistica di stati della memoria narrativa storico drammatici e di una non meno forte intimita’ familiare.

MOTIVAZIONE: Per l’ importanza, attualita’ e URGENZA del tema trattato: -”libero scambio dei semi” – per la biodiversita’ del globo; per il metodo di utilizzo di materiali cinematografici eterogenei ma rigorosamente in pellicola indicando cosi’ la medesima logica di presidio del “sema” linguistico in opposizione ad ogni appiattimento e dominazione tecnologica.

MOTIVAZIONE: Per la genialità della concezione astratta che sa dar-anima (animare) ritmico-simmetrico- musicale (Cage-teatrodanza) ad un enigmatico destino “triangolare” scritto nell’abisso di un cielo notturno; per la surrealistica invenzione di una u-manità ormai decapitata; per la precisione delle “triangolazioni” i cui simboli i soli “uccelli” conoscono, lugubri messaggeri della catastrofe, inutilmente contrastati dagli “animal felix” in una “metafisica” metropoli irretita da “fili” cigolanti…!